Fiori e scritta 8 marzo: maternità e lavoro

In occasione della giornata internazionale della donna 2025, la cosigliera di parità di Treviso pubblica una propria riflessione sulle difficoltà che le donne madri incontrano al lavoro ancora oggi.

Di seguito la riflessione della consigliera di parità Tiziana Botteon:

"8 Marzo: maternità e lavoro, continua la sofferenza e l’umiliazione delle giovani madri, nella complessità della vita quotidiana. Penso alle giovani madri che, al rientro dalla maternità, anche dopo anni di lavoro, sono demansionate, non hanno più né posizione né mansioni, anche dopo aver superato un concorso. Cancellate come professioniste, spostate senza autorizzazione: “serve” di qua, “serve” di là. Leggi e diritti sembrano un opzional. Questo succede in molte aziende pubbliche e private: il part time poi, diventa la bestia nera. Il mio pensiero va a te, Mamma lavoratrice che sei una palla al piede, una cosa fastidiosa e poco importano le numerose leggi che ti proteggono, perché ce ne sono altre che ti distruggono. Perché offrire alla società nuove future forze lavoro se la maternità ti fa diventare un problema, ti fa sentire inutile, umiliata discriminata? Ti chiedono professionalità, titoli di studio anche elevati, e quando li vuoi spendere nel mondo del lavoro, se sei madre e giovane questi titoli non contano più…. Anche quando ti trovi alla soglia della pensione e procedi con la ricostruzione della carriera e scopri improvvisamente che la maternità facoltativa non è riconosciuta come l’anno del servizio militare del tuo collega maschio.
Se chiedi rispetto, se chiedi aiuto, se chiedi supporti non ne trovi, se chiedi diritti sei solo una noia nell’ingranaggio, da manutentare e mettere in condizioni di cercare un lavoro migliore: chi indice scioperi per te?
Nemmeno le colleghe madri “anziane” ti aiutano, magari beneficiano anche loro del Part Time anche se hanno figli maggiorenni e ti guardano con disprezzo perché non sei in grado di gestire la famiglia!
Una proposta, una riforma strutturale da adottare per le parti deboli che contribuiscono a costruire il futuro di un territorio in grande sofferenza per quanto riguarda la natalità: valutare le reali esigenze di famiglia intese come necessità di cura ai minori o agli anziani, esondare le risorse risparmiate potenziando con migliori benefit quelle aziende che accolgono e favoriscono, le carriere e il lavoro delle mamme con figli fino ai 16 anni.
Infine un appello ai padri, ancora, nella maggior parte troppo silenti e sempre sullo sfondo e, si, perché loro lavorano!"